Devo indicare nel mio profilo LinkedIn che sono senza lavoro?

March 12, 2019

 

Per cominciare una serie dedicata ai segreti di Linkedin, vorrei partire da una domanda che ho sentito e che, nel caso delle donne che desiderano rientrare al lavoro dopo una pausa più o meno lunga giustamente viene in mente.

E cioè: devo indicare nel mio profilo che sono senza lavoro?

Del resto lo scopo di Linkedin sarebbe anche e soprattutto questo, cercare connessioni professionali che intreccino domanda e offerta.

Per quanto riguarda voi, d’altra parte, è chiaro che state cercando un lavoro e che state attivandovi su vari fronti.  

E che al momento non avete un’occupazione e quindi come segnalare sul vostro profilo che siete senza lavoro?

Disoccupate, inoccupate?

 

Qualcuno potrà storcere il naso e pensare che esagero, ma io sono seriamente vicina alle persone che non hanno un lavoro e voglio fornire il migliore consiglio possibile per aiutarle.

Del resto un consiglio può essere seguito o semplicemente dimenticato con una bella alzata di spalle.

 

La questione poi è assolutamente reale, ed è stata sollevata da un contatto su Facebook con la miglior intenzione di voler dimostrare concretamente di essere alla ricerca di un lavoro.

E dunque, ecco come uscire da questo amletico dubbio.

Una premessa: tutto quello che fate o non fate sui social, in particolare su Linkedin, è pubblico e per voi diventa un’attività di branding (ricordate?) per promuovere la vostra professionalità e va inserita nella casella = come la gente vi vede e vi percepisce.

E allora vi rivolgo la domanda: volete che la parola “disoccupata” faccia parte del vostro branding?

Del vostro marchio?

La mia risposta, e quella di molte persone coinvolte nella discussione da cui è partito il quesito, è NO. Anche se è la triste verità, vorrete sicuramente apparire come momentaneamente senza lavoro, ma attive e di successo, mentre quella parola lì ecco suona male.

L’idea è insomma quella di dare un’impressione positiva con il vostro brand.

Ma il dubbio permane perché sapete anche che non è corretto mentire sulla propria situazione.

E ovviamente volete comunicare al vostro network, e possibilmente ad aziende e recruiter che siete senza lavoro e dunque ne cercate uno e che vi chiamino.

 

Ma diciamo che potete utilizzare l’Aggiornamento di Stato in maniera più efficace (lo vedremo in seguito).

Immaginate lo scenario in cui i recruiter stanno analizzando un po’ di profili Linkedin in cerca di un candidato ideale, ora io non sono una recruiter ma ho lavorato con alcuni di loro e sono passata personalmente attraverso le loro scremature, come ho aiutato altre persone a inserirsi per cui sono bene come agiscono.

Facendo le loro ricerche vi troveranno in base a quello che è segnalato sul vostro profilo.

La chiave per essere trovate?

Fare una lista della maggior parte delle aziende dove avete lavorato segnalando accuratamente mansioni, esperienze, competenze, skill e per le parole chiave più appropriate e specifiche.

Fino qui, è semplice (anche se approfondiremo).

Ma dopo avervi cercato e aver notato il vostro profilo, cosa succede?

I selezionatori vogliono vedere che siete felicemente impiegate.

Donne di successo che non potranno far altro che chiamare. Immediatamente.

E perché?

Perché Il 60% dei selezionatori pensa che i migliori candidati siano quelli passivi, pensano insomma che i migliori talenti non siano a casa e se qualcuno sta attivamente cercando forse non è così bravo oppure ha qualcosa che non funziona (tipo non si trova bene, ha litigato con il capo, tanto per banalizzare).

 

Non sto dicendo che queste opinioni siano vere, dipende naturalmente.

Si può essere veramente in gamba e piene di risorse, ma disoccupate – quante ne ho incontrate e ne incontro –perché ci sono tantissime ragioni per cui una persona è a casa.

D’altra parte ho avuto a che fare con un sacco di persone con posti di lavoro invidiabili incapaci persino di spiegare di cosa si occupano.

Quindi unire tutte queste idee nel solo pensiero che non siano abbastanza brave è piuttosto demoralizzante e anche ancora una volta discriminatorio.

Ma è vero.

 

Non è il caso di prendersela con Linkedin né con i selezionatori e le loro idee preconcette, ma la risposta è una sola NON PUBBLICIZZATE SU LINKEDIN il fatto di essere disoccupate o comunque senza un lavoro.

Se al momento siete a casa, comprendo perfettamente la tentazione di gridarlo ma ahimè risulterete come non interessanti. Quindi se volete dire ai vostri amici e alla vostra rete più vicina che siete senza lavoro, avendo anche la possibilità di spiegarne le ragioni, non preoccupatevi.

Anzi caldeggio sempre il networking perché anche quello, sondaggi alla mano, resta in Italia uno dei modi più efficaci per trovare lavoro.

Ma invece preservate il vostro personal branding da un’affermazione così diretta.

Non solo nei confronti dei recruiter ma anche della rete che vi state creando e che può essere utile alla vostra ricerca.

 

 

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