E TU CHE LAVORO FAI?

May 6, 2019

Ecco come rispondere alla domanda delle domande - quando un lavoro non ce l'hai - e imparare a fare networking.

 

 

Chiedere “di che cosa ti occupi” o “e tu che lavoro fai” è uno dei modi più classici per cominciare una conversazione, un po’ come parlare del tempo o fare i complimenti a qualcuno per la borsa o le scarpe.

Ma ci sono passata non è una domanda gradita quando sei a casa da un po' di tempo, che sia il gruppo di mamme all'apparenza super-impegnate o una serata in compagnia di amici, si rimane come un po' in sospeso, indecise se raccontare una storia lavorativa importante ma ormai legata ai tempi che furono oppure lanciarsi in una serie di lamentele sul fatto di non riuscire a trovare un'occupazione.

 

Rispondere a questa domanda, tra le più banali, può davvero far sentire a disagio, di solito la risposta comincia con un “beh mi occupavo di …” o “sono a casa da un po’ e sto cercando ….” con un nodo alla pancia o alla gola, certe che il nostro interlocutore sia un top-manager dai mille talenti pronto a commiserarci (peggio se è una lei, ahimè).

Ma non c’è ragione per sentirsi male.

Come per tutte le cose e le situazioni basta prepararsi in anticipo.

Insomma anche questo passaggio fa parte della strategia del vostro secondoround.

E anzi può diventare un vantaggio, cioè un'occasione per farvi conoscere e magari ottenere un aiuto, o almeno un consiglio. 

Basta prepararsi una risposta che possa impressionare i vostri contatti professionali o sociali trasformando questa scomoda situazione in una possibilità.

 

Ecco alcuni spunti per aiutarvi a rispondere.

 

Se state pensando: “ho perso il lavoro, ma proprio non ne voglio parlare!

Provate a rispondere: “sono in una fase di transizione – e tu cosa fai?

Spesso quando si è senza lavoro, non si ha troppa voglia di parlarne.

Magari siete state licenziate oppure avete lasciato una brutta situazione o avete rinunciato a una buona occasione per motivi personali. Potreste quindi pensare a una risposta breve e diretta come “il mio ufficio è stato ridimensionato” in modo da rispondere alla questione ma pronte a cambiare argomento. Potrebbe anche succedere però che il vostro interlocutore sia – semplicemente e ingenuamente – curioso di saperne di più. A quel punto andare nella direzione che non vi piace sarà un attimo.

La dichiarazione invece di essere in fase di cambiamento o transizione vi poterà in una direzione positiva parlando del futuro più che rivangare i problemi del passato.

Utilizzare poi una domanda a vostra volta, potrà condurre il discorso dove intendete voi più che ricordare una situazione spiacevole. Per la serie, il mio turno è finito raccontami un po’ di te.

 

Se state pensando: “sto disperatamente cercando un lavoro, conosci qualcuno?

Provate a rispondere: “Ho lavorato come interior designer, sia per aziende che per privati, per più di 10 anni.

Quando incontrate qualcuno che potrebbe aprirvi qualche porta, la tentazione di comunicargli che state attivamente cercando lavoro è forte o almeno chiedere un qualche consiglio o aiuto.

Molte persone sono o timidissime in questo senso e preoccupate di offendere o esagerare, oppure addirittura troppo sfrontate nel chiedere un aiuto.

Riflettete: se volete ricominciare a lavorare da qualche parte bisogna incominciare ad avere delle interazioni, dunque imparare a presentarvi e a sintetizzare quello per cui siete brave (ricordate il personal pitch) è importante. Ma nello stesso tempo non è il caso che trasformiate un primo approccio di conversazione nella richiesta di un favore.

Lo scopo deve essere quello di mettervi in connessione con la persona che state conoscendo perché potrebbe essere un primo passo nella costruzione di un network di contatti e amicizie utili da un punto di vista professionale. Quindi la mossa migliore è quella di fare immediato riferimento al vostro ambito lavorativo. Mettendo in evidenza la vostra esperienza e mostrare la vostra capacità.

Cose che sono indubbie al di là del fatto che stiate lavorando o no per un’azienda.

Da questa dichiarazione la conversazione potrebbe poi avere l’evoluzione sperata, tipo “ah, davvero? lavoro anch'io nello stesso campo ecc. ecc.” con indicazioni interessanti per proseguire il discorso e magari guadagnare un piccolo aiuto.

 

State pensando: “ho bisogno di un lavoro—ma non ho idea di cosa cercare

Provate a dire: “adoro lavorare a contatto con le persone e sono abilissima con i socialmedia, mi piacerebbe trovare qualcosa che metta insieme queste due passioni

Lo so che preferireste dire: “sono disposta a fare qualsiasi cosa”, ma è un po’ troppo, lo sapete. Sicuramente anche chi vi trovare davanti non saprebbe cosa rispondere, non è che vi possa presentare a tutti quelli che conosce o segnalarvi qualsiasi possibilità gli venga in mente.

Vi farà poi sembrare non focalizzate, senza passioni particolari e senza esperienze specifiche.

Inoltre troncherebbe qualsiasi conversazione.

Cercate dunque di rispondere in modo che possa identificare in qualche modo cosa state cercando: lavorare nel sociale, a contatto con altre persone, in maniera indipendente, insomma qualsiasi cosa rispecchi quello che veramente desiderate.

Esprimersi in maniera più concreta aumenterà anche le possibilità del nuovo conoscente per darvi una risposta a proposito di qualcosa che veramente possa fare al caso vostro, o di continuare la conversazione con idee e suggerimenti interessanti.

 

Quando si è senza lavoro, parlare della propria situazione con persone nuove può essere difficile.

Ma ricordate, “e tu che lavoro fai” può essere solo un modo per conoscervi meglio.

Quindi non lasciatevi abbattere e scegliete di rispondere in maniera elegante pensando che state anche acquisendo un nuovo contatto che magari potrà aprirvi qualche porta.

Le occasioni sono sempre dietro l’angolo.

Anche quelli più inaspettate.

 

 

 

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